Guida pratica per familiari, vicini e operatori

Sindrome di Diogene:
cosa fare quando riguarda una persona cara

Chi vive questa condizione quasi sempre non chiede aiuto e spesso non riconosce il problema. Qui trovi i passaggi concreti: chi chiamare per primo, quali strumenti esistono davvero, che cosa non fare mai e come si riporta la casa in condizioni di salubrità.

  • I segnali che distinguono il disordine dalla condizione clinica
  • A chi rivolgersi: medico di base, servizi sociali, Centro di Salute Mentale
  • Amministratore di sostegno, ordinanza sindacale, TSO: cosa può ciascuno
  • Sopralluogo gratuito
  • Mezzi non brandizzati
  • Nessun giudizio
  • Operativi in tutta Italia

Ekonore Bonifiche – Viareggio (LU) – interventi in tutta Italia per privati ed enti pubblici

1975l’anno in cui la sindrome è stata descritta per la prima volta
60+l’età in cui compare più spesso, quasi sempre in persone che vivono sole
24-48hdalla richiesta al sopralluogo, in tutta Italia
0sopralluogo e preventivo, sempre senza impegno

In breve

Sindrome di Diogene:
cosa fare, in ordine

La sindrome di Diogene è una condizione descritta per la prima volta nel 1975 sulla rivista The Lancet, caratterizzata da grave trascuratezza di sé, squallore domestico, ritiro sociale e rifiuto dell’aiuto. Non è pigrizia e non è sporcizia per scelta: è un quadro clinico, e va affrontato come tale.

La cosa più importante da sapere è che quasi nessuno chiede aiuto da solo. Nella maggior parte dei casi la segnalazione parte da un familiare, da un vicino o dall’amministratore di condominio. Il secondo punto è che l’intervento sulla casa, da solo, non basta: senza una presa in carico che continui dopo il cantiere, la situazione si ricrea.

Il percorso corretto ha due binari paralleli: quello sanitario e sociale, che si occupa della persona, e quello tecnico, che riporta l’abitazione in condizioni di salubrità. Vanno avviati insieme, non uno dopo l’altro.

Sul lato tecnico ci occupiamo noi: rimozione, disinfestazione, sanificazione e smaltimento tracciato. Il quadro operativo completo è nella pagina sulle pulizie e bonifica barbonismo domestico.

Di che cosa parliamo

Che cos’è la sindrome di Diogene
e come si distingue dall’accumulo

La sindrome di Diogene descrive un quadro che tiene insieme quattro elementi: trascuratezza grave della propria persona e dell’igiene, condizioni abitative di squallore, ritiro dalla vita sociale e rifiuto sistematico dell’aiuto offerto. Il nome fu proposto nel 1975 da Clark, Mankikar e Gray in uno studio pubblicato su The Lancet su casi di grave autotrascuratezza in età anziana.

Non è una diagnosi autonoma nei manuali diagnostici: né il DSM-5 né l’ICD-11 la elencano come entità a sé. Il disturbo da accumulo, invece, è codificato in entrambi ed è cosa diversa: riguarda la difficoltà a separarsi dagli oggetti, ma chi ne soffre spesso cura la propria persona e mantiene relazioni. Nella sindrome di Diogene l’accumulo può esserci o mancare del tutto: quello che non manca mai è la trascuratezza di sé.

Perché la distinzione conta: se prevale l’accumulo, il lavoro è soprattutto psicologico e graduale. Se prevale l’autotrascuratezza, la priorità diventa sanitaria, e i tempi si accorciano.

Abitazione con oggetti accumulati su tutte le superfici, quadro tipico della sindrome di Diogene
Come riconoscerla

Otto segnali che distinguono
una condizione clinica dal disordine

Nessuno di questi segnali, da solo, significa qualcosa. Tre o quattro insieme, che durano da mesi, sono il momento in cui conviene chiamare il medico di base.

Rifiuto di far entrare chiunque

La porta non si apre più, nemmeno ai familiari. Gli appuntamenti vengono spostati, poi disdetti.

Trascuratezza della persona

Igiene personale, vestiti, alimentazione e terapie in corso vengono abbandonati progressivamente.

Percorsi stretti fra il materiale

Si cammina in corridoi ricavati fra le cose. Letto, cucina o bagno diventano inutilizzabili.

Odore persistente e infestanti

Odore che si sente dal pianerottolo, blatte o mosche visibili, tracce di roditori.

Materiale accatastato vicino a fonti di calore

Carta, tessuti e plastica intorno a fornelli, stufe o prese: è il primo fattore di rischio incendio.

Posta e bollette non aperte

Solleciti, distacchi di utenze, pratiche mediche o pensionistiche lasciate cadere.

Isolamento sociale progressivo

Sparisce dai luoghi che frequentava. I contatti si riducono a uno o due, poi a nessuno.

Nessuna consapevolezza del problema

Alla domanda diretta risponde che va tutto bene. Non è bugia: spesso non lo percepisce davvero.

Locale invaso da materiale accumulato: svuotarlo di nascosto è l’errore più frequente
Gli errori che costano di più

Che cosa non fare mai,
per quanto la tentazione sia forte

Sono gli errori che vediamo più spesso, e sono quasi sempre commessi in buona fede da familiari esausti. Il problema è che ognuno di questi chiude la porta all’unica cosa che funziona davvero: la relazione.

  • Svuotare la casa mentre la persona è in ospedale o fuori. È l’errore più grave: produce una rottura del rapporto che spesso non si ricompone, e la ricaduta è quasi certa.
  • Buttare senza mostrare. Ogni oggetto va visto e concordato, anche quando sembra evidentemente spazzatura.
  • Ricattare o minacciare con il ricovero, la denuncia o l’allontanamento. Aumenta solo la chiusura.
  • Pulire da soli senza protezioni. Sotto l’accumulo ci sono deiezioni, muffe, siringhe, vetri, materiale in decomposizione.
  • Fotografare e diffondere. Le immagini di quella casa non vanno nelle chat di condominio, mai.
  • Promettere quello che non si può mantenere. Una promessa disattesa vale mesi di lavoro perso.

Se la persona rifiuta, esiste una strada: non è forzare la porta, è attivare i servizi. Il percorso amministrativo, con ordinanza sindacale e affidamento, è descritto nella pagina su barbonismo domestico e servizi sociali.

Il percorso

Sindrome di Diogene, cosa fare:
sette passaggi in ordine

Nessuno di questi passaggi si salta. Chi parte dal sesto, cioè dalla pulizia, quasi sempre torna al punto di partenza entro un anno.

Osserva e annota, senza intervenire

Per due o tre settimane segna che cosa vedi e quando: odore, posta accumulata, rifiuto di aprire, cadute. Servirà a medico e assistente sociale molto più di un racconto generico.

Parla con il medico di medicina generale

È la porta d’ingresso corretta. Il medico può fare una visita domiciliare, valutare lo stato di salute, escludere un decadimento cognitivo e attivare gli altri servizi senza che la cosa venga vissuta come un’aggressione.

Apri il caso al servizio sociale del Comune

Il segretariato sociale è gratuito e accessibile a chiunque, anche a un vicino. Da lì parte la presa in carico e, se serve, il coinvolgimento del Centro di Salute Mentale o dei servizi per anziani.

Chiedi una valutazione psichiatrica se c’è rifiuto totale

Il Centro di Salute Mentale della ASL valuta se esiste una patologia che incide sulla capacità di decidere. È il passaggio che apre le strade successive, comprese quelle giuridiche.

Valuta l’amministrazione di sostegno

Prevista dalla legge 6/2004, si chiede al giudice tutelare con un ricorso che può presentare un familiare. L’amministratore può gestire l’abitazione e autorizzare l’intervento, tutelando la persona invece di espropriarla.

Fai fare un sopralluogo tecnico alla casa

Serve a capire se il materiale è rifiuto urbano o speciale, se ci sono infestanti, quanto costa e quanto dura. Il preventivo per voci è anche il documento che i servizi useranno per la richiesta di contributo.

Programma l’intervento con la persona presente

Il giorno del cantiere qualcuno di cui si fida deve esserci. Si concordano prima le scatole da salvare, si separano documenti, denaro e fotografie, si lavora per zone. Poi si prosegue con le visite domiciliari: è quello che evita la ricaduta.

A chi rivolgersi

Chi fa che cosa,
e in quale ordine chiamarlo

Sono servizi pubblici e gratuiti. Nessuno di loro può fare tutto da solo: funzionano se lavorano insieme.

Medico di medicina generale

Conosce la persona ed è la figura meno minacciosa. Può fare la visita domiciliare, valutare terapie e stato cognitivo e segnalare formalmente agli altri servizi.

Servizio sociale del Comune

Il segretariato sociale accoglie la segnalazione di chiunque, anche anonima. Apre il caso, coordina la rete e valuta i contributi economici disponibili.

Centro di Salute Mentale (ASL)

Valuta la componente psichiatrica, la consapevolezza di malattia e la capacità di autodeterminarsi. È il servizio che può proporre ASO e TSO quando ricorrono i presupposti.

Giudice tutelare

Su ricorso di un familiare nomina l’amministratore di sostegno ai sensi della legge 6/2004, indicando quali atti può compiere: fra questi la gestione dell’abitazione.

Sindaco e servizio di igiene pubblica

Quando c’è un pericolo attuale per l’igiene pubblica il Sindaco può emettere un’ordinanza contingibile e urgente ai sensi dell’art. 50 comma 5 del D.Lgs. 267/2000.

Impresa di bonifica

Interviene sull’ambiente: rimozione, disinfestazione, sanificazione e smaltimento tracciato. Deve essere iscritta all’Albo Nazionale Gestori Ambientali.

Il TSO non serve a far pulire una casa

È l’equivoco più diffuso. Il trattamento sanitario obbligatorio, disciplinato dagli articoli 33-35 della legge 833/1978, autorizza cure psichiatriche in condizioni molto precise: alterazioni psichiche che richiedono urgenti interventi terapeutici, rifiuto degli stessi e impossibilità di adottare misure extraospedaliere. Richiede la proposta motivata di un medico, la convalida di un medico della struttura pubblica e l’ordinanza del Sindaco, con comunicazione al giudice tutelare entro 48 ore. Non autorizza in alcun modo l’accesso all’abitazione né la sua bonifica: per quello serve un altro titolo.

Perché non si può aspettare

I rischi concreti,
in ordine di gravità

Non sono ipotesi: sono le condizioni che troviamo nei cantieri e che rendono l’attesa la scelta più costosa.

Rischio Da che cosa nasce Che cosa comporta
Incendio Carta, tessuti e plastica accatastati vicino a fornelli, stufe, prese e ciabatte sovraccariche Carico d’incendio altissimo e vie di esodo ostruite: l’incendio si propaga in pochi minuti e i soccorsi non riescono a entrare
Infestazioni Residui alimentari, umidità, tane fra il materiale Blatte, pulci, mosche e roditori, con passaggio agli appartamenti confinanti attraverso cavedi e scarichi
Contaminazione biologica Deiezioni umane o animali, alimenti in decomposizione, medicazioni Superfici e materiali porosi contaminati, odore penetrante nei muri, rischio infettivo per chi entra senza DPI
Cadute Percorsi stretti, pavimento non visibile, materiale instabile Nella popolazione anziana la caduta domestica è una delle prime cause di perdita dell’autonomia
Qualità dell’aria Ammoniaca da urine, muffe, polveri Peggioramento di asma e patologie respiratorie, anche nei vicini
Conseguenze legali Immissioni e pericolo per l’igiene pubblica Diffide condominiali, ordinanza sindacale, esecuzione in danno con spesa a carico dell’obbligato
Soggiorno ripristinato dopo la bonifica di un’abitazione in condizioni di grave accumulo
La parte tecnica

Che cosa succede
alla casa, in pratica

L’intervento non sono pulizie profonde e non è uno sgombero. È una bonifica ambientale in quattro fasi: rimozione e classificazione del materiale, disinfestazione mirata, sanificazione delle superfici e trattamento dell’aria con ozono per abbattere gli odori penetrati nei materiali porosi, conferimento a impianto autorizzato con formulario.

Un appartamento di 60-90 metri quadrati con accumulo severo si chiude in una-tre giornate lavorative. Documenti, denaro, fotografie e oggetti di valore vengono separati, elencati e riconsegnati a mano, con verbale controfirmato: è la parte del lavoro che conta di più per chi resta.

Ekonore esegue bonifiche ambientali in ambienti confinati dal 2010, con certificazioni ISO 9001, ISO 14001, ISO 45001 e registrazione EMAS.

Domande frequenti

Sindrome di Diogene: le domande
che ci fanno familiari e vicini

La sindrome di Diogene è una malattia riconosciuta?

Non come diagnosi autonoma. Il termine fu proposto nel 1975 su The Lancet e da allora è entrato nel linguaggio clinico, ma né il DSM-5 né l’ICD-11 la elencano come entità a sé: viene letta come una sindrome comportamentale che può accompagnare demenze, depressione, disturbi psicotici o abuso di alcol. Il disturbo da accumulo, invece, è una diagnosi codificata in entrambi i manuali.

Si può guarire dalla sindrome di Diogene?

Non esiste una cura unica, perché non esiste una causa unica. Quello che funziona è la presa in carico continuativa: trattamento della patologia di base quando c’è, visite domiciliari regolari, supporto sull’abitare e una rete che non si interrompe dopo l’emergenza. Senza questo, dopo una bonifica isolata la situazione si ricrea in genere entro dodici-diciotto mesi.

Un familiare può far pulire la casa senza il consenso della persona?

No, se la persona è capace di intendere e volere e la casa è sua. Serve il suo consenso, oppure un titolo: il decreto del giudice tutelare che attribuisce all’amministratore di sostegno la gestione dell’abitazione, un’ordinanza contingibile e urgente del Sindaco quando c’è pericolo per l’igiene pubblica, o un provvedimento dell’autorità giudiziaria.

Si può ricorrere al TSO per una persona con sindrome di Diogene?

Solo se ricorrono i presupposti degli articoli 33-35 della legge 833/1978: alterazioni psichiche che richiedono urgenti interventi terapeutici, rifiuto delle cure e impossibilità di adottare misure extraospedaliere. Il TSO autorizza il trattamento sanitario, non la pulizia dell’abitazione. Usarlo per svuotare una casa è improprio e non regge.

Quali sono i rischi concreti per chi vive in queste condizioni?

In ordine di gravità: incendio, per il carico d’incendio elevato e le vie di esodo ostruite; infestazioni che si estendono agli appartamenti vicini; contaminazione biologica da deiezioni e alimenti in decomposizione; cadute, che nella popolazione anziana sono una delle prime cause di perdita dell’autonomia; peggioramento delle patologie respiratorie per ammoniaca, muffe e polveri.

Che cosa non bisogna assolutamente fare?

Svuotare la casa mentre la persona è ricoverata o assente. È l’errore più grave e il più frequente: produce una rottura del rapporto che quasi mai si ricompone, e la ricaduta diventa quasi certa. Allo stesso modo non si butta nulla senza mostrarlo, non si minaccia con il ricovero e non si diffondono fotografie dell’abitazione.

Quanto tempo passa tra la segnalazione e un intervento concreto?

Sul lato tecnico pochi giorni: il sopralluogo si esegue entro 24-48 ore ed è gratuito, il preventivo arriva entro le 48 ore successive e il cantiere si programma nell’arco della settimana. Sul lato sociale e sanitario i tempi dipendono dal consenso: con la collaborazione della persona bastano poche settimane, senza consenso occorre passare dall’ordinanza o dal giudice tutelare e servono mesi.

Hai riconosciuto la situazione
di qualcuno che conosci?

Il sopralluogo è gratuito e in tutta Italia, entro 24-48 ore. Arriviamo con mezzi non brandizzati e senza scritte: nessuno in condominio deve sapere chi siamo e perché siamo lì.

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Recensioni Clienti

Ekonore

Commenti dei Clienti

Druetto 13/02/2020

TrustPilot
Ci tengo a fare i complimenti per il lavoro svolto dalla squadra di Aldo che oltre a professionalità e serietà nel lavoro ha dimostrato grande umanità e pazienza ..

Mariolina 14/02/2020

TrustPilot
Competenza, professionalità, rispetto del cliente e delle sue condizioni dal momento che i loro interventi avvengono sempre in momenti difficili.

Alessandra Cavigli 21/12/2019

Google
Con ekonore abbiamo avuto un buon intervento avevamo avuto un incendio la casa era tutta nera di fuliggine la signora Alessandra che mi ha risposto molto gentile mi ha inviato subito un tecnico (Massimiliano) molto gentile e professionale hanno inviato un operaio con una macchina che sanifica con ozono veloci hanno inviato una squadra a togliere il grosso poi hanno inviato di nuovo il signor Massimiliano e il signor Vincenzo molto precisi e professionale hanno finito l intervento e riacceso di nuovo il macchinario per sanificare di nuovo l ambiente sono veramente contenta. Consiglio vivamente questa azienda. Mi hanno ridato una casa bella Bianca e sanificare grazie mille a tutti i tecnici e alla signora Alessandra.

riki puleo 21/07/2018

Google
ottima esperienza. Hanno risolto un mio problema estremamente delicato con estrema rapidità e professionalità. Il capo tecnico Sig. Vincenzo ha dimostrato grandissima competenza ed umanità comprendendo la delicatezza del momento e riuscendo a ripristinare un appartamento proveniente da una mia eredità da un tugurio assolutamente invivibile ad una casa pronta per essere visitata da un eventuale acquirente, Assolutamente consigliabile.